Progettazione e realizzazione giardini - Potatura aiuole e piante - FAQ

Prato a seme o a rotolo?

Innanzitutto occorre sfatare il mito che il prato a rotolo sia di qualità maggiore rispetto al prato a seme in quanto entrambi vengono originati dalla crescita delle medesime sementi, in entrambi i casi bisogna scegliere la miscela di sementi più idonea alla situazione che soddisfa le condizioni presenti ovvero luce, tipo di terreno, esposizione, clima e disponibilità di acqua.

Detto ciò, una volta deciso quali sono le varietà di graminacee adatte, la scelta è influenzata dal fattore tempo, sia esso temporale che meteorologico e dal fattore economico.

L’elemento tempo meteorologico è fondamentale poiché il prato seminato su pendenze è soggetto a dilavamento in caso di forti o ripetute precipitazioni che potrebbero creare rivoli e spostare il seme originando chiazze vuote e zone piene di seme, il risultato sarà brutto alla vista e richiederà un piccolo intervento di risemina, ma dipende solo da fenomeni forti, in quanto un letto di semina lavorato e rullato come si deve tollera le normali precipitazioni.

Per quanto riguarda il tempo misurato occorre dire che, il prato a seme si può realizzare solo da marzo a ottobre escludendo i periodi di caldo torrido e che dalla semina al primo taglio, ovvero quando il prato diverrà calpestabile, occorrono dai 40 ai 50 gg a seconda della stagione in cui ci troviamo, quindi, se abbiamo necessità di avere finito fuori stagione per l’avvicinarsi di un evento (matrimoni, cresima, feste) o per gusto personale la scelta risulta ricadere sul il prato a rotoli che oltre essere a pronto effetto, può essere impiantato in qualsiasi periodo dell’anno con esclusione dei momenti i cui la terra non è lavorabile perché gelata o fradicia.

Effettivamente è bellissimo uscire la mattina con la terra a vista e tornare la sera con il prato già pronto! Ha un effetto rilassante e ci fa da subito realizzare che il nostro giardino è pronto da vivere.

Per quanto riguarda la parte economica bisogna dire che tra un prato a seme e un prato a rotolo passano circa 6 €/mq, ma su una superficie media dei nostri giardini non ha un impatto proibitivo. I nostri prati seminati (guardate le foto) non hanno nulla da invidiare ai prati a rotolo!

Perchè le azalee sono ingiallite?

Le azalee e le piante definite acidofile (camelie, rododendro, pieris) in quanto prediligono terreni a ph acido (range 5-6), spesso vanno incontro a decolaramento dell’apparato fogliare diffuso. Questo fenomeno è dovuto a clorosi ferrica; clorosi in quanto si ha perdita del colore verde dato da insufficiente produzione di clorofilla e ferrica poiché la mancanza di ferro ne è la causa; a sua volta tale mancanza può essere dato dal cambio di ph del terreno che da acido vira ad alcalino a causa dell’acqua calcare delle nostre falde, rendendo difficile l’assorbimento di questo fondamentale microelemento.

Al fine di evitare tale problema consiglio di annaffiare le piante acidofile poste in vaso con acqua decantata in bidoni (chiusi per evitare la proliferazione delle zanzare) per almeno 48 ore.

Durante le fasi di trapianto o messa a dimora utilizzare sempre terra contenente torba (se bionda è meglio) e per quanto riguarda le piante già in terra ogni 2-3 anni aggiungere abbondante torba fresca alla loro base; sia in vaso che in terra non lesinare su concimi specifici soprattutto immediatamente prima della fioritura, questo trattamento aiuterà le vostre piante a regalarvi fioriture generose e durature.

Se invece la foglia ingiallita è anche punteggiata di macchioline biancastre, sulla pagina inferiore ci sono puntini scuri e lucidi e un insettino alato con il corpo scuro allora vi trovate davanti a un’infestazione di tingide, un insetto la cui neanide (forma giovanile) si nutre della linfa delle azalee mediante punture, provocando una clorosi. Per combatterlo bisogna ricorrere a trattamenti chimici con imidacloprid a inizio stagione e in primavera subito dopo la fioritura; per questi interventi vi consiglio di rivolgervi ad un professionista, munito di patentino per prodotti fitosanitari.

Come liberarsi dalle zanzare

È un grande dilemma! Questi insetti ci accompagnano e ci seguono ormai da migliaia di anni ed è difficile levarsele di torno soprattutto se abbiamo il sangue buono! Questo è un mito da sfatare infatti le zanzare che pungono (femmine) sono attratte prevalentemente dall’anidride carbonica che emettiamo oltre che da calore e odore emesso dal corpo e preferiscono pungere gli individui con pelle morbida e più sottile (ecco perché le donne vengono sempre colpite), senza nulla togliere alla loro bontà!

Per difenderci, si può agire in due modi, ingannando i loro sensi e catturarle o dissuadendole con odori a loro sgraditi. Escludendo le trappole elettriche che ormai tutti conosciamo che attirano le zanzare (e non solo) grazie ad una lampada e poi alla corrente che le friggono, esistono in commercio delle trappole ad azione naturale per la cattura delle zanzare.

Il funzionamento avviene riproducendo gli stimoli come co2, odore e calore, ottenuti convertendo il gas propano - butano in calore, umidità e anidride carbonica, creando attrazione solo verso le femmine di zanzara evitando uno sterminio inutile di altri insetti notturni, tramite aspirazione dirige gli insetti in un contenitore rimovibile nel quale muoiono velocemente per poi essere eliminati in modo sicuro e pulito. Ogni modalità può funzionare anche singolarmente e sono in grado di coprire dai 500 ai 6000 mq a seconda del modello.

Il secondo metodo consiste nell’allontanarle utilizzando, oltre ai prodotti già in commercio a base di piretro, anche i Pelargoni (di cui fanno parte i geranei) molto utili per tenere lontane le zanzare e che abbeliscono i nostri balconi e un cespuglio molto poco conosciuto che risulta essere il vero piretro, ossia tanacetum cinerariifolium, da cui io ottengo un insetticida naturalissimo fatto in casa, oppure la catambra una pianta brevettata che costa un pò ma ha un notevole effetto dissuasore.

Ricordo inoltre di evitare ristagni d’acqua sia nei sottovasi che in giardino e se volete un laghetto ma avete paura delle zanzare noi abbiamo la soluzione! Ovviamente naturale!

L'impianto d'irrigazione è indispensabile?

La risposta è si! Come tutti sappiamo gli esseri viventi sono prevalentemente composti da acqua e per funzionare devono mantenere i livelli stabili, ancor di più per i nostri amici vegetali che per sopperire alle perdite dovute a respirazione, traspirazione e fotosintesi e effettuare tutte le funzioni vitali dal prelevamento al trasporto fino all’elaborazione in energia tutto avviene grazie alla presenza di acqua, quindi necessitano di un continuo e stabile rifornimento.

Ogni pianta, cespuglio o varietà di erbacea è evoluta in un clima particolare e una determinatà disponibilità di acqua, siccità e inondazioni che hanno selezionato nei millenni le piante, ma ora che evidentemente il clima si stà modificando questi fenomeni sono sempre più frequenti ed imprevedibili. Mi spiego meglio... nelle nostre zone ha sempre fatto caldo in estate ma il periodo era di 15/20 giorni a cavallo tra luglio e agosto e per questo le nostre piante erano abituate ad andare in riposo in questo periodo, ora invece i periodi di carenza d'acqua, parlo anche di soli 20 gg senza neanche una pioggia si verificano anche in primavera ovvero quando le piante sono nel periodo di massima crescita; questo è deleterio e pericoloso e se non si ha un sistema idrico di emergenza il nostro prato e il giardino ne soffrirà particolarmmente, non diventerà un deserto ma essendoci una competizione portata all’estremo la sfida la vinceranno solo le più forti, che purtroppo sono le piante e le erbe infestanti e il nostro giardino diventerà un campo incolto!

Quanta acqua devo dare? Avere un impianto d’irrigazione non vuol dire farlo funzionare sempre e sprecare acqua favorendo anche lo sviluppo di malattie fungine ma utilizzarlo con intelligenza e tempismo andando ad eviatere gli stress idrici sia essi intesi come carenza che come eccesso! Per calcolare il quantitativo di acqua da distribuire occorre tenere conto delle esigenze delle essenze presenti; il loro consumo di acqua varia in base al periodo dell’anno, delle temperature ed è da rapportare con le caratteristiche dell’impianto d’irrigazione.

Un suggeriemento che è un tesoro; il prato non irrigatelo tutti i giorni così favorite solo uno sviluppo eccessivo della parte aerea, scarso sviluppo dell’apparato radicale e favorirete la comparsa di patologie fungine! E’ sufficiente un’innaffiatura adeguata, es. 20 min a zona con irrigatori statici, su un prato esposto al sole pieno e con temperature dai 28 ai 33 c°; la valutazione non è immediata e cambia continuamente ma un impianto ben progettato, magari con vasche di raccolta dell’acqua piovana, inserito in un giardino bilanciato vi permetterà di non sprecare acqua e dissetare le vostre piante.

L’acqua è veramente un bene prezioso e in futuro sempre più caro, utilizziamola bene!

Perchè il prato cresce stentato?

Sono molte le cause che influenzano la crescita del prato, ma dovendo riassumerle ne posso elencare tre.

Innanzitutto se le varietà utilizzate nella semina non sono idonee alle caratteristiche del giardino, quali esposizione, luce disponibile, zona climatica e tipo di terreno, il prato non si svilupperà mai in modo bilanciato e cresceranno solo le varietà più rustiche.

In secondo luogo bisogna dire che i prati ornamentali patiscono molto gli stress idrici, poca o troppa acqua ne limitano lo sviluppo. Mangia che cresci! La concimazione è fondamentale, se non si mangia non si cresce, il prato necessita di almeno 4 concimazioni eseguite nell’arco dell’anno con concimi specifici, bilanciati a seconda del periodo di sviluppo e a lenta cessione.

Ai miei clienti spesso dico di tagliar il prato da soli se ne hanno voglia ma per le concimazioni servono conoscenze e prodotti professionali! Una concimazione fatta solo con urea, il più classico dei concimi che si trovano in commercio, non serve a niente, fa sviluppare il prato enormemente nei primi giorni ma poi si dilava e sparisce nel terreno lasciando l’erba in uno stato di pieno sviluppo senza più sostanze nutritive! E’ il caso di dire che è peggio la pezza del buco!

Come faccio a eliminare le erbacce dalle aiuole?

Un elemento che tengo molto in considerazione in fase di progettazione e scelta delle piante è di assicurare una bassa manutenzione, in quanto il tempo al giorno d’oggi è uno dei beni più rari e ricercati, quindi per le aiuole che devono essere belle e sempre fiorite utilizzo sempre la pacciamatura eseguita con telo antialga, permeabile ma che impedisce la crescita delle erbacce e lapillo vulcanico che sono dei sassolini eruttati dai vulcani in milioni di anni che formando uno strato compatto garantiscono copertura, effetto tampone nei confronti dell’acqua (ne assorbono quando è troppa e la rilasciano nei periodi secchi), non è da integrare continuamente come la corteccia ed è anche la scelta più economica! Come sempre per voi le migliori tecniche, i migliori materiali e il miglior rapporto qualità/prezzo.

 

Affidarsi ad un professionista significa tutto questo...

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